Chiesa Cristiana Gesù il Nazareno

Dove l'impossibile diventa Reale

Insegnamento del Pastore Carmelo Orlando
 
Con la parola "digiuno" si intende l'astinenza dal cibo per un periodo più o meno lungo. 
Nella parola di Dio troviamo riferimenti vari a diversi tipi di digiuno, sia nel vecchio che nel nuovo testamento. In questo studio analizzeremo a cosa serviva il digiuno per il popolo di Dio nel passato, che valore aveva e sopratutto che importanza ha ai nostri giorni.
 
Nel vecchio testamento:
 
Salmo 35.13: " ...quando erano infermi...affliggevo l'anima mia col digiuno, e pregavo col capo chino sul petto."
 
Numeri 29.7: " Il decimo giorno di questo settimo mese avrete una santa convocazione e umilierete le anime vostre..."
 
(Leggi anche: Levitico 16.29; Levitico 23.27; Gioele 1.13-20)
 
Nel salmo si evince un digiuno proclamato per umiliare se stessi e chiedere l'intervento di Dio in una situazione di bisogno. E' attraverso questi momenti difficili che Dio plasma la sensibilità del Suo popolo ricordandogli quanto bisognoso è della Sua misericordia.  
 
Quello che leggiamo in Numeri è un digiuno stabilito per tutto il popolo, attraverso il quale  gli israeliti  umiliavano la propria carne, era un segno tangibile della loro condizione peccaminosa e della necessita di espiare i propri peccati (attraverso i sacrifici). Serviva al popolo per chiedere perdono e per ristabilire una buona relazione con Dio.
 
Giosuè 7.6-9: " Giosuè si straccio le vesti e cadde con la faccia a terra..." ...che posso dire dopo che Israele ha voltato le spalle ai suoi nemici?..." "
 
Giosuè digiuna per chiedere perdono a Dio per tutto Israele e nello stesso tempo chiede al Signore il Suo intervento.
 
2Samuele 12.16,17: "Allora Davide supplicò Dio per il bambino e digiunò...rifiutò di prendere cibo..."
 
Il primo a proclamare un digiuno serio davanti a Dio fu Davide. Egli attraverso questo digiuno riscattò se stesso dal peccato di adulterio. Lui supplicava Dio per il figlio ma il digiuno servì a salvare la sua vita considerando che aveva decretato per se stesso una condanna a morte.  Anche se questo episodio può sembrare crudele non lo è. Esso ha infatti un significato specifico per ognuno di noi: Attraverso la morte del figlio innoccente Davide ottenne la salvezza. Grazie al sacrificio innoccente di Gesù noi oggi abbiamo la salvezza! se vieni toccato per la morte del bambino di Davide, quanto più dovrebbe toccarti ciò che Gesù ha fatto per te.
Dopo la morte del figlio Davide capisce che in realtà il digiuno era servito a se stesso e, sentendosi perdonato e graziato da Dio, torna a mangiare.
 
Nel vecchio testamento troviamo due tipi di digiuno:
 
Digiuno stabilito: detto anche digiuno dello YOMKIPPUR, ossia digiuno del giorno dell'espiazione. Tutto il popolo digiunava il decimo giorno del settimo mese che corrispondeva all'aniversario della pasqua ebraica. Era un digiuno programmato, l'unico che veniva rispettato anche in giorno di sabato. I primi cristiani continuarono ad osservare questo digiuno.
 
Digiuno non stabilito: è il digino del quarto, del quinto, del settimo e del decimo mese, non è una regola e viene osservato in mesi specifici per ricordare degli avvenimenti specifici.
 
Quarto mese: distruzione di Gerusalemme (Geremia 39)
Quinto mese: distruzione del regno di Giuda (2 Re 25.8-11)
Settimo mese: Morte di Galaliele, governatore di Giuda. (2 Re 25.25)
Decimo mese: distruzione del tempio (2 Re 25)
 
Zaccaria 8.19: "...il digiuno del quarto mese, il digiuno del quinto, il digiuno del settimo e il digiuno del decimo diventeranno per la casa di Giuda un tempo di gioia, di allegrezza..."
 
Il digiuno di questi mesi ricordava al popolo le disgrazie passate, con la promesa che tali digiuni sarebbero stati trasformati in gioia. Per gli brei questa è una promessa messianica.
 
Nel nuovo testamento:
 
A differenza del vecchio, nel nuovo testamento non esiste un tempo stabilito per il digiuno, tranne che i 40 giorni di digiuno proclamati, ed osservati, da Gesù.
Gesù dà una linea guida per l'osservanza dei diugiuni:
 
Matteo 6.16-18: "...quando digiunate, non siate...come gli ipocriti...per mostrare agli uomini che digiunano...ungiti il capo e lavati la faccia, per non mostrare agli uomini che digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto..."
 
Il digiuno non è più un atto pubblico, ma diventa personale e strettamente intimo con Dio, non serve a farsi vedere dagli altri ma a farsi vedere da Dio.
 
Matteo 9. 14-17: "...Perchè noi e i farisei digiuniamo spesso, mentre i tuoi discepoli non digiunano?..."Possono gli amici dello sposo essere in lutto mentre lo sposo è con loro? ma verranno i giorni in cui...digiuneranno...Neppure si mette il vino nuovo in otri vecchi...ma si mette il vino nuovo in otri nuovi..."
 
Gesù non ha abolito il digiuno. Ha però introdotto un nuovo digiuno, il digiuno secondo lo Spirito Santo.  Il digiuno in se per se non serve a niente,specie se si cerca un guadagno per se stessi. Il digiuno deve essere accompagnato da una preghiera costante e sincera, solo così si manifesta lo Spirito Santo, proprio come succedeva ai primi discepoli. 
Il concetto è semplice: non mangiando si toglie tempo e forza alla carne, ma ciò non basta, quel tempo e quella forza devono essere investite nella preghiera per rafforzare lo spirito.
(Leggi anche: Atti 14.23; Atti 13.2,3; Galati 5.16-22)
 
I vari tipi di digiuno:
 
Totale: Solo acqua
Solo liquidi: ovviamente sono esclusi gli alcolici e le bibite gassate.
Digiuno vegano o vefetariano: è il digiuno osservato dal profeta Daniele.
 
Il digiuno, quello serio e sincero, approfondisce la nostra relazione con Dio e ci predispone all'ascolto dello Spirito Santo, accresce la nostra fede e ci permette di avere autorità contro il nemico. (Matteo 17.21)

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