Chiesa Cristiana Gesù il Nazareno

Dove l'impossibile diventa Reale

Insegnamento del Pastore Carmelo Orlando

donna veloLa questione del velo è da sempre fonte di scontro per diverse realtà cristiane.Con questo studio oggi cercheremo di capire cosa ne pensa Dio e in che contesto ne parla la Bibbia.

Partiamo col deliniare le linee che, secondo la Bibbia, sono alla base del fondamento cristiano:

Ebrei 6.1,2:"...del ravvedimento delle opere morte e della fede in Dio,della dottrina dei battesimi,dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno."

Una chiesa cristiana, per definirsi tale, deve basare la sua dottrina su questi punti fondamentali:

 

-Ravvedimento dalle opere morte

-Fede in Dio

-Battesimi

-Imposizione delle mani

-Rissurrezione 

-Giudizio

Atti 15.19,20: "...astenersi dalle contaminazione degli idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate e dagli idoli."

Oltre alle dottrine fondamentali, la fede cristiana si basa su questi divieti:

-Astenersi dalle cose sacrificate agli idoli

-Astenersi dalla fornicazione

-Astenersi dalle cose soffocate

-Astenersi dal sangue

Da queste passi biblici notiamo quindi che la questione del velo non fa parte della dottrina principale che sta alla base della fde cristiana.

Il velo nella parola di Dio viene menzionato una sola volta dall'aspotolo Paolo che parlava alla chiesa dei Corinzi.

1Corinzi 10,23,25-28,31,32: "...ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa edifica...mangiate di tutto ciòche si vende al macello, senza fare alcuna domanda...ma se qualcuno vi dice: questa è una cosa sacrificata aglio idoli, non ne mangiate...fate tutte le cose alla gloria di Dio non date motivo di scandalo ne ai giudei, ne ai greci, ne alla chiesa di Dio"

Paolo cerca di dire alla chiesa dei Corinzi: cercate di vivere nella libertà cristiana senza scandalizzare nessuno, trovate il giusto equilibrio tra il vivere secondo la parola di Dio e il non creare scandalo tra i credenti e i non credenti.

Attenzione: Paolo aveva autorità solo nelle sue chiese. I corinzi erano "gentili", ciò significa che non avevano una fede fontada sui principi ebraici, non conoscevano la legge di Mosè e prima di convertirsi al cristianesimo adoravano dei pagani vivendo in maniera dissoluta. Paolo non usa lo stesso linguaggio per tutte le chiese alle quali scrive, con i corinzi assumeva un determinato comportamento per spronarli a camminare nella verità di Cristo e abbandonare completamente il loro modo di vivere carnale.

Per ritornare alla questione del velo, Paolo ne fa parola solo nella lettera ai corinzi, non lo impone a nessun altra chiesa, non ne fa riferimento in nessun altra lettera. Se era davvero fondamentale Paolo non si sarebbe risparmiato nell'educare al riguardo tutte le sue chiese.

1Corinzi 11.2-16:

Vs 3:" Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l'uomo, il capo di Cristo è Dio"

Dio padre è capo di Cristo, Cristo è il capo dell'uomo, l'uomo è capo della donna.

E' vero che, in qualità di figlio, Gesù si sottomise al volere del Padre, ma è anche vero che Gesù è uno col Padre, concorde con la Sua volontà, e non ebbe bisogno di indossare un simbolo di sottomissione.

I termini "uomo" e "donna" usati in questo passo non sono generici, è impensabile che Paolo dicesse che "Ogni donna" doveva essere sottomessa ad "Ogni uomo"

Difatti la parola "uomo" deriva da quella greca "aner" che significa "uomo sposato"

La parola "donna" deriva da quella greca "gliyné" che significa "donna sposata"

Nella traduzione greca vi è questa differenza, tanto che la donna non sposata e quindi vergine viene identificata con la parola greca "nimfe".

Quindi Paolo sta dicendo ai corinzi: Come Cristo è sottomesso al Padre nell'ubbidienza da figlio, così la donna deve essere sottomessa al marito secondo l'alleanza universale del matrimonio.

Vs 4:"Ogni uomo che prega e profetizza col capo coperto, fa vergogna al suo capo"

Da questo passo in poi cominciamo a notare che il discorso di Paolo riguarda un contesto culturale esclusivo dei corinzi, per un semplice motivo: nella cultura ebraica l'uomo che si copriva il capo per pregare non faceva vergogna, anzi, dimostrava di avere un'intima relazione con Dio. Il sacerdote per entrare nel tempio doveva indossare delle vesti particolari e coprire il suo capo con un turbante di lino. (Leggi Levitico 16.4)

Vs 14: "La natura stessa non conferma che è un disonore per l'uomo portare la chioma?"

Anche qui Paolo dice qualcosa di strano per la cultura ebraica. Gli ebrei non rasavano i lati del capo e questo era un simbolo di santità. Per no parlare dei nazirei (uomini che dedicavano tutta la loro vita a Dio) nei quali il rasoio non doveva passare sul loro capo. ( Leggi Levitico 19.27; Numeri 6.5)

Paolo non stava quindi dettando una "Legge" ma stava educando i corinzi ad una vita sana cristiana basandosi sulla loro cultura e sul fatto che erano mille miglia lontani dagli insegnamenti e dalle usanze ebraiche.

Vs 5-9: "Ma ogni donna che prega o profetizza col capo scoperto fa vergogna al suo capo...si faccia tagliare i capelli, ma se è una cosa vergognosa per la donna...farsi rasare, si copra il capo..."

Per la cultura dei corinzi  la donna rasata era una donna peccatrice, la rasatura rappresentava una punizione ed era anche simbolo di prostituzione. Le donne della chiesa dei corinzi avevano la tendenza di tagliare i capelli per somigliare agli uomini ( per contro gli uomini avevano tendenze femminili) Paolo quindi per educarle alla vita cristiana le riporta alla loro cultura e dice loro: o vi coprite il capo oppure vi fate rasare i capelli e dimostrate pubblicamente la vostra ribellione.

Vs 10: " Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità a motivo degli angeli"

La donna che indossava il velo dava segno di appartenenza al marito.

In questo passo la parola "angelo" viene tradotta come "messaggero"

Quindi Paolo sta dicendo alle donne della chiesa dei corinzi di distinguersi dalle donne non sposate nel caso in cui fossero arrivati messaggeri estranei in chiesa.

La questione del velo era quindi riferita ai corinzi e basata sulla loro cultura. Non è un obbligo per le chiese cristiane dei nostri giorni.

Paolo non era contrario alla schiavitù, purchè i padroni usassero l'amore e la misericordia di Dio, eppure nessuna forma di schiavitù può essere accettata ai nostri giorni. Anche questa era una questione di cultura.

Oppure, oggi come simbolo di matrimonio i rispettivi coniugi portano la fede nunziale, ma questa usanza non è riportata nella parola di Dio, semplicemente fa parte della nostra cultura.

Leggi Efesini 5.22-33 noterai come Paolo, parlando sempre di marito e moglie, usa per la chiesa degli efesini un linguaggio più leggero.

Oggi la vera chiesa, che vuole camminare secondo la verità di Cristo, deve basare il proprio fonfamento sulle dottrine cristiane fondamentali e cercare ciò che unisce tutti i cristiani del mondo senza cadere in litigi e divisioni su questioni prive di un vero fondamento cristiano.

 


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