Chiesa Cristiana Gesù il Nazareno

Dove l'impossibile diventa Reale

Insegnamento del Pastore Carmelo Orlando
 
"Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e dispute"
1Timoteo 2.8
 
Alzare le mani è un segno di arresa, sottomissione e accoglienza verso qualcuno. Sembrerebbe un gesto banale, scontato ma non è da sottovalutare nella sfera spirituale. Durante una preghiera alzare le mani è segno di stima e di arresa verso Dio.
Nel passo sopra citato Paolo esorta, in particolare gli uomini, ad alzare le mani durante una preghiera. L'uomo ha la responsabilità della propria casa e della propria famiglia e ciò non solo a livello materiale e umano ma sopratutto nell'ambito spirituale. L'uomo timorato di Dio è chiamato a difendere spiritualmente la propria famiglia a pregare per essa alzando le mani per sottomettersi al volere di Dio e come gesto di rispetto per la moglie e i figli.
Non è un segno di debolezza, forse tu non te ne rendi conto ma alzando le mani in preghiera acquisti una potenza, una forza spirituale che fa muovere le benedizioni di Dio. 
Paolo ci esorta ad alzare "mani pure": non si tratta di pulizia fisica ma di una purezza spirituale profonda. Alzando le mani offriamo noi stessi a Dio per ciò che siamo, è quindi importante avere una vita santa, una coscienza pulita davanti a Dio, avere una predisposizione all'adorazione proveniente da un cuore sincero. Alzare le mani come gesto meccanico, avendo nel cuore "ira e disputa", è un gesto che non viene guardato da Dio, che non scatena e non scioglie nessuna benedizione su din noi. Alzare le mani è anche segno di accordo. Se quando si adora alcuni alzano le mani e altri no evidentemente non c'è accordo nell'adorare e ciò significa che tra quelle persone riunite nello stesso luogo e nello stesso momento in realtà non vi è nessuna comunione spirituale.
 
"Sia la mia preghiera diretta alla tua presenza come l'incenso, l'elevazione delle mie mani come il sacrificio della sera"
Salmo 141.2
 
La mia preghiera...come l'incenso:
 
Esodo 30.6-9: "Collocherai l'altare...su di esso Aaronne brucerà l'incenso profumato...ogni mattina...un incenso perpetuo davanti all'Eterno..."
 
L'incenso era importantissimo per Israele, esso rappresentava l'incontro con Dio. Davide ci dice che la preghiera è quell'incenso profumato che brucia in noi e che ci permette di incontrare il Signore.
Se non c'è preghiera nella tua vita, attenzione non in chiesa ma nella TUA VITA, non puoi conoscere Dio ne pretendere che Egli ti tocchi. Senza preghiera non si cresce e se non si cresce si rimane dubbiosi, insicuri e pessimisti.
L'incenso doveva essere perpetuo, continuo, nel luogo santo dove la presenza di Dio scendeva. Anche se Aaronne durante la sua giornata era impegnato in altre attività quell'odore costante gli ricordava che era alla presenza del Signore e lo immergeva nell'adorazione. Questo ha un significato spirituale per noi oggi: La tua giornata può essere super impegnata ma in essa devi trovare quei momenti di preghiera che ti devono ricordare che non sei solo, che Dio è lì vicino a te, ti sta ascoltando e se apri il tuo cuore puoi sentirlo vicino.
Ricorda: Una vita senza preghiera è come un corpo senza polmoni!
 
"L'elevazioni delle mie mani come il sacrificio della sera:
 
Esodo 29.38-42: "...offrirai sull'altare: due agnelli di un anno ogni giorno, per sempre...il secondo agnello lo offrirai sull'imbrunire...mediante il fuoco all' Eterno...all'ingresso della tenda di convegno...dove io vi incontrerò per parlarti."
 
Come il sacrificio della sera avvicinava Dio al popolo, così la preghiera accompagnata dall'alzare le mani fa muovere Dio verso di noi e se lo facciamo senza passione e senza amore Dio se ne accorge. Alzare le mani fa parlare Dio al nostro cuore e Davide lo aveva capito. Nota bene che lui non aveva una completa rivelazione divina, in quanto aveva a disposizione solo i primi 5 libri della bibbia, ma questo capitolo di Esodo lo conosceva molto bene e aveva capito che non era solo una questione di sacrificio animale ma riguardava se stesso e la sua personale relazione con Dio ecco perchè dice che elevare le sue mani è come quel sacrificio della sera, facendo quel gesto Davide sentiva la presenza di Dio direttamente nella sua vita, il che a quei tempi era davvero qualcosa di straordinario.
Oggi noi abbiamo lo Spirito Santo e attraverso di esso Dio emana la sua presenza su di noi. Quando preghiamo in lingue e alziamo le nostre mani Esso scende su di noi e ci permette di adorare Dio da vicino!
 
Il potere delle mani:
 
Esodo 17.8,9: "...venne Amalek per combattere contro Israele...e Mosè disse a Giosuè: scegli per noi 10 uomini e scendi a combattere contro Amalek...io salirò sulla vetta del colle col bastone di Dio in mano."
 
Immagina questa situazione: Amalek, uomo di guerra, sale a combattere contro Israele, un popolo che non sapeva come si combatteva, era stato schiavo per troppo tempo, sapevano solo fare mattoni e Mosè, la loro guida, decide di lasciare il comando della battaglia a Giosuè e di salire sul monte. Agli occhi degli israeliti doveva essere un povero pazzo, ma Mosè si muoveva secondo la potenza di Dio.
 
Esodo 17.10,11: "...Mosè Aaronne e Hur salirono sulla vetta del colle...quando Mosè alzava la sua mano Israele vinceva; quando invece abbassava la sua mano vinceva Amalek"
 
Mosè sale sul monte inieme ad Aaronne e Hur e in una mano tiene il bastone di Dio e l'altra la alza. Che Significa? Il bastone di Dio rappresenta Gesù, la croce e la salvezza attraverspo di essa, la mano alzata di Mosè è  l'adorazione a Dio attraverso la quale il popolo poteva ottenere vittoria. Ma leggiamo il versetto seguente...
 
Esodo 17.12: "...le mani di Mosè si erano fatte pesanti, così essi presero una pietra... ed egli vi sedette... mentre Aaronne e Hur sostenevano le sue mani...fino al tramonto del sole"
 
Aaronne e Hur capirono che la vittoria di Israele non dipendeva dalla loro battaglia ma dalla potenza di Dio che scendeva quando Mosè adorava alzando le sue mani. Nota bene che sostenendo le mani di Mosè anche Aaronne e Hur tenevano le mani alzate e questo permise anche a loro di entrare in adorazione e di ricevere potenza. Gli occhi di Dio non erano sulla battaglia ma sulle mani di quegli uomini.
Alla fine Israele vinse.
 
Questo episodio ha una rivelazione spirituale potente per noi:
 
1)Dio non guarda ai tuoi problemi, alle tue battaglie, alle tue guerre ma guarda a ciò che sei, alla tua adorazione, all'amore che hai per Lui anche in mezzo alla guerra.
 
2)Quando Dio scende dal Suo trono il nemico perde. Quando alzi le tue mani e preghi, Satana non ha più potere sulla tua vita, sulla tua casa, sul tuo lavoro o sulla tua chiesa, non ha più spazio.
 
Per ricevere la potenza di Dio, la sua benedizione e la vittoria nella tua vita devi lasciarti coinvolgere proprio come fecero Aaronne e Hur.
 
Gesù sulla croce alzò le mani, quello che per il mondo era un segno di sconfitta spiritualmente era simbolo di vittoria sul nemico, sul peccato per darti salvezza e speranza!
Non sottovalutare la preghiera e  l'adorazione, in ogni luogo alze mani pure davanti a Dio e sono certo che sentirai la sua potente presenza scendere su di te e benedirti!
 
 

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